Il 2 giugno 1907, in un periodo fecondo per lo sviluppo della cooperazione di credito, venne fondata la "Cassa Rurale di Prestiti e Risparmio di Cantù" con lo scopo di "migliorare la condizione morale ed economica dei soci mediante operazioni di credito" come recita l'articolo 1 dell'originario statuto.atto
Il capitale sociale iniziale era di 19 lire, costituito dalle quote dei 19 Soci fondatori.
Il numero dei soci aumentò costantemente fino a raggiungere le 120 unità nel 1915. La Cassa Rurale di Cantù, grazie alla capacità di rispondere adeguatamente alle esigenze del territorio, riuscì a sopravvivere in tempi difficili quali il periodo fascista, quando molte delle oltre tremila Casse Rurali italiane vennero liquidate o inglobate in altri istituti.
Negli anni cinquanta altri Soci, sull'esempio di quei 19 Fondatori, si presero a cuore le sorti di quella che era ancora una minuscola banca, credettero nei principi antichi ma sempre attuali della Cooperazione di Credito e diedero inizio ad una crescita costante che ha portato la Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù alle attuali dimensioni.
Nel 1959 venne approvata dall'Assemblea Straordinaria dei Soci la modifica statutaria che, togliendo il vincolo della responsabilità illimitata dei soci, trasformava la società in Cooperativa a Responsabilità Limitata, favorendo in questo modo l'ampliamento della base sociale.
Sotto la guida del dottor Giovanni Zampese, Presidente dal 1963 al 1998, avvenimenti e tappe importanti hanno scandito la storia e lo sviluppo della Cassa.
Nel 1963 e nel 1964 aumentarono notevolmente i depositi, addirittura con un incremento del 40% rispetto agli anni precedenti e sempre superiore alla media nazionale. Sempre nel 1963, le sede sociale risultò troppo angusta per le dimensioni acquisite dall'Istituto e, dopo il primo spostamento avvenuto nel 1959, si decise di trasferirla nei più capienti locali di Piazza Volontari della Libertà. innaugurazione
Il 27 settembre 1965 veniva inaugurata la prima filiale della Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, nella popolosa e attiva frazione di Vighizzolo. Per tutti gli anni sessanta la Cassa Rurale di Cantù continuò a svolgere in pieno il compito di fornire aiuti agli artigiani, sostenuta dalla fiducia dei soci e dei clienti. La politica seguita fu sempre quella di finanziare l'attività economica del territorio mantenendosi nei limiti del risparmio disponibile per gli investimenti.
Anche quando, verso la seconda metà del decennio, si palesarono periodi di crisi economica (pensiamo al '65 con il netto calo delle aziende iscritte in Camera di Commercio e l'aumento del numero dei protesti di cambiali e assegni), l'istituto canturino riuscì a mantenere le posizioni raggiunte. Il costante incremento degli interventi diretti a dare ossigeno ad un'economia in crisi fu il segnale di una oramai consolidata attenzione alle esigenze della clientela.
Gli anni settanta, nonostante una situazione di incertezza a livello economico nazionale, si aprirono con un chiaro segnale di fiducia: l'inaugurazione della seconda filiale a Carimate, il 2 aprile 1970. Dopo 63 anni di vita, la banca di Cantù aveva messo un piede fuori dal comune di nascita!
Verso la metà degli anni settanta la Cassa presentò formale richiesta alla Banca d'Italia per ottenere modifiche allo statuto che le consentissero di mantenersi al passo con le richieste dei nuovi clienti: fu possibile istituire il servizio di custodia ed amministrazione titoli e il servizio di locazione di cassette di sicurezza. Le modifiche allo statuto furono numerose nel corso degli anni seguenti, riguardando le materie più disparate (possibilità di effettuare operazioni in cambi, di rilasciare fideiussioni a favore di terzi, nomina del Comitato Esecutivo, sede e patrimonio, ecc.).
Evento certamente rilevante fu il trasferimento, nel 1976, nella nuova sede di Corso Unità d'Italia, inaugurata ufficialmente il 26 marzo del 1977 dal presidente Giovanni Zampese, con un discorso teso a sottolineare \"...l'attività benefica e proficua della Cassa a favore dell'operosa fatica della popolazione della zona".
Nel periodo dal 1979 al 1987 vennero aperte le filiali di Olmeda, Mariano Comense e Cucciago.
Gli anni novanta portarono una ventata innovativa che investì l'intero sistema bancario. Anzitutto fu possibile anche per le Casse Rurali svolgere qualsiasi tipo di operazioni di raccolta e impiego (in particolare a medio e a lungo termine), operatività con l'estero, gestioni patrimoniali ed altro.
Infine la nuova normativa sull'acquisizione dei soci, non più limitati ad agricoltori ed artigiani, permise un significativo ampliamento della base sociale.
Nel decennio vennero inaugurate 15 nuove filiali che, ampliando l'attività ai comuni limitrofi, consentirono un'ulteriore significativa crescita della banca. In particolare, nella città di Cantù vennero aperte le agenzie di Mirabello, Cascina Amata e Pianella.
Nel 1994 la Cassa di Cantù ottemperò all'obbligo di inserire nella propria ragione sociale la denominazione di "Banca di Credito Cooperativo", mantenendo, fedele alla propria storia e tradizione, l'originario nome di Cassa Rurale ed Artigiana.
Un'altra tappa storica si registra alla fine del secondo millennio, precisamente nel 1999, con la costituzione della sede distaccata di Sondrio a seguito dell'incorporazione della BCC locale. Le ultime filiali in ordine di tempo sono quelle di Cermenate, Fino Mornasco, Perticato (secondo sportello nel comune di Mariano Comense) e, a dicembre del 2005, Como centro, accanto a piazza Duomo.
Alla base dello sviluppo rimane la fiducia di soci e clienti, coniugata con la capacità della Cassa Rurale di Cantù di interpretare e soddisfare le nuove esigenze del mondo imprenditoriale e dei risparmiatori.